Nato investe nel futuro: ecco le startup che faranno la differenza!

Nato investe nel futuro: ecco le startup che faranno la differenza!
Nato

In risposta alle mutevoli necessità di sicurezza e difesa nel panorama globale, la Nato ha compiuto un passo significativo selezionando 44 startup innovative che modelleranno il futuro della difesa. Queste aziende, scelte tra 1.300 candidature, si dedicano a settori cruciali come la sicurezza energetica, la protezione delle telecomunicazioni e lo sviluppo di sistemi di sorveglianza avanzati. La selezione è stata effettuata nell’ambito del programma Diana, un acceleratore istituito dall’Alleanza Atlantica per promuovere tecnologie rivoluzionarie, che spaziano dall’intelligenza artificiale al quantum computing, dalla sicurezza informatica alle biotecnologie.

Il programma Diana, lanciato nel 2021, è stato concepito per cercare innovazioni dal settore civile che possano trovare applicazione nell’industria della difesa. L’obiettivo è sviluppare nuovi strumenti per gli appalti militari e attingere a risorse e soluzioni innovative per arricchire l’arsenale bellico. Inoltre, la Nato ha creato il Fondo innovazione, con un budget di un miliardo di euro, destinato a sostenere la ricerca in tecnologie all’avanguardia.

Le startup selezionate, provenienti da diversi paesi membri dell’Alleanza, tra cui l’Italia, parteciperanno a un programma di sviluppo che prevede l’accesso a una vasta rete di acceleratori e centri di test. Queste aziende riceveranno un finanziamento iniziale, che potrà essere incrementato in base ai risultati ottenuti. Tra le startup ci sono aziende specializzate nello sviluppo di micro-turbine eoliche, tecnologie avanzate di sorveglianza e soluzioni di cybersicurezza basate sulla meccanica quantistica.

La scelta di queste startup da parte della Nato riflette l’urgenza di affrontare sfide emergenti come l’instabilità nel settore energetico e l’aumento degli attacchi informatici. In particolare, la crisi scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina ha enfatizzato la necessità di soluzioni innovative nel campo della sicurezza e della difesa. Le aziende selezionate rappresentano quindi l’avanguardia dell’innovazione in questi settori, con il potenziale di influenzare in modo significativo i conflitti futuri.

Diana, con sedi operative a Londra e Halifax, attualmente conta su un team di 30 persone, con previsioni di espansione fino a 80 entro il 2025. Il budget annuale di 50 milioni di euro viene utilizzato sia per sostenere le operazioni dell’acceleratore, sia per finanziare parzialmente le startup. In Italia, il programma Diana sfrutta le risorse degli acceleratori di Torino e dei centri di test di La Spezia e Capua.

Parallelamente, il Fondo innovazione, definito come “il primo fondo di venture capital sovrano multinazionale”, rappresenta un ulteriore passo avanti della Nato verso un approccio integrato alla sicurezza. Gestito da figure di spicco nel mondo degli investimenti e dell’innovazione, il fondo mira a unire risorse finanziarie, ricerca e sviluppo, e collaborazioni internazionali, aprendo nuovi orizzonti per l’Alleanza nel campo dell’innovazione tecnologica e della difesa.